
Riceviamo dal M° Vettoretti (a cui in passato abbiamo dedicato un numero del nostro Magazine ) la richiesta di pubblicare questa sua "Lettera Aperta" inviata alla Direttrice del Conservatorio S.Cecilia di Roma.
Nel precisare che la responsabilità delle cose scritte è da attribuire all'autore, saremo lieti di ospitare qualunque intervento le persone citate nella lettera, e la stessa Direttrice del Conservatorio, volessero farci pervenire.
Staff dotGuitar
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Conservatorio Santa Cecilia - Roma
C. A. Preg.mo Direttore M° Edda Silvestri
Treviso, 22 Ottobre 2011
Lettera Aperta
Gent.mo Direttore,
mi chiamo Andrea Vettoretti e sono concertista di chitarra classica.
Ho svolto l'esame per la docenza dei corsi preaccademici martedì 18 ottobre. Con forte sorpresa, al termine della mia esecuzione di 30 minuti, dopo circa un minuto, la commissione mi ha chiesto di rientrare nell'aula e mi ha comunicato di non essere idoneo alla seconda prova.
Ho una certa esperienza, essendo io stesso spesso chiamato in commissione in conservatori o concorsi, ed avendo suonato, ritengo al mio meglio, mi sono permesso di chiedere il motivo del verdetto.
Il commissario Balestra mi ha comunicato che motivo della mia esclusione era stato il programma non idoneo per un conservatorio e, di conseguenza, la mia presenza era inopportuna.
Per questa ragione non ero perciò neppure passato alla seconda prova. Mi ha anche informato che c'era una certa discordia di pareri nella commissione, ma non ne conosco i contenuti.
Il mio programma, come potrà vedere dagli atti, è stato caratterizzato da una parte per circa 15 minuti di musica di consolidato repertorio chitarristico (come quella del grande compositore spagnolo Francisco Tàrrega e di Antonio Ruiz Pipò, musicista che visse a Parigi dove insegnó nella cattedra di composizione dell'Ècole Normale de Musique, una delle Università musicali più prestigiose al mondo, che fra l'altro ho avuto l'onore di frequentare, nella classe del Maestro Ponce, e dove ho ottenuto il massimo riconoscimento, il Diplome de Concertiste.)
Questo riconoscimento, come è noto, si ottiene attraverso l’approfondita conoscenza di tutto il repertorio per chitarra, sia tradizionale che d’avanguardia.
Ho suonato inoltre un brano di Andrew York, compositore e chitarrista tra i più noti al mondo, vincitore di 3 Grammy Awards, le cui masterclass sono richieste nelle più importanti università musicali del mondo.
Altri due brani erano opera di uno dei talenti italiani della composizione per chitarra di oggi: Simone Iannarelli, che ricopre la docenza presso l'Università di Musica di Colima. Altro brano era del chitarrista – compositore romano Roberto Fabbri, che sta avendo grande successo anche con i suoi metodi tradotti in cinque lingue e che
ho scoperto con dispiacere aver avuto lo stesso trattamento del sottoscritto: programma inadeguato.
Il commissario Balestra mi ha inoltre informato che sarebbe stato “meglio” aver suonato un’opera di Castelnuovo - Tedesco, (autore che ho già inciso nei miei dischi).
Vorrei ricordargli che Castelnuovo - Tedesco era deriso dai suoi contemporanei per una certa propensione alla melodia, proprio quello che è stato contestato al mio programma.
Il Commissario Tallini, mi ha riferito di aver ascoltato un programma di “intrattenimento”. Vorrei ricordargli che fare il concertista significa anche intrattenere il pubblico e non allontanarsi da esso come è successo nel passato. Rifiutare un programma che unisce il tradizionale con il contemporaneo significa alzare delle barriere ideologiche e tentare di fermare un progresso ed un rinnovamento che la musica oggi sta vivendo. Figuriamoci nell’insegnamento!
Se avrà avuto la bontà di leggere fino a qui, sono a chiederLe alcune spiegazioni.
Se esisteva la possibilità di un programma “non idoneo”, per quale ragione non sono stati suggeriti autori o brani ?
La prova pratica non era svolta per determinare una conoscenza tecnico – interpretativa?
La commissione ha valutato soltanto il programma presentato, pur essendo evidente nelle 16 pagine del mio Curriculum la conoscenza del repertorio a 360 gradi e un’ esperienza didattica e concertistica. Ma allora, che senso aveva inviare i titoli di studio, artistici, e di servizio che poi non sono stati presi in considerazione?
York, Iannarelli e Fabbri mi hanno dedicato delle opere ed in questo periodo sto registrando il mio settimo cd.
Amo profondamente il repertorio tradizionale che ho sempre suonato, con uno sguardo attento ai compositori di oggi che saranno eseguiti anche in futuro.
Io difendo profondamente il repertorio di ottimo valore artistico che ho proposto nel mio programma.
Il Conservatorio di Santa Cecilia, in questo caso rappresentato dai membri della commissione Tallini, Camilletti, Damiani e Balestra (commissario esterno) non credo abbiano svolto un lavoro attento, ma in maniera superficiale hanno decretato una sconfitta per la musica e per i nuovi allievi che essi stessi dovrebbero proteggere e valorizzare. Mi sembra quindi che, da parte mia, sarebbe opportuno bocciare una commissione con tali pensieri parziali e parrucconi, tanto che parecchi diplomati dal Suo stesso conservatorio con 10 e 110 non hanno superato la prima prova in evidente contraddizione e conflitto istituzionale.
A tutt’oggi non sono stati pubblicati sul sito del Conservatorio né i nomi dei componenti della commissione (da me conosciuti per aver assunto informazioni), né i risultati globali dell’esame.
Cordiali saluti
Andrea Vettoretti